Dal virtuale al reale: quando la scrittura entra in azione

Il workshop per il convegno del CSTG vuole far sperimentare quel che accade quando ci si lascia andare alla scrittura. Scrivere a mano libera rappresenta la possibilità di fa emergere dallo sfondo arti ed emozioni rimaste nell’ombra, nascoste ma non per questo meno importanti. Vuol dire permettere di rappresentare dei personaggi apparentemente distanti dallo scrivente, ma che ad una lettura successiva possono agevolare un’identificazione ed una integrazione di quelle parti riconosciute come proprie. Scrivendo si possono appagare desideri, mettere in atto delle difese, elaborare angosce proiettandole sui personaggi per poi riappropriarsene. I personaggi degli scritti sono tutte porzioni dell’Io dello scrivente che non si limitano però a rappresentare desideri o angosce: quei personaggi rappresentano delle possibilità di interpretare attivamente l’attività del nostro apparato psichico. Nella scrittura l’Io si divide in una parte passiva e una parte attiva che scrive ed elabora; è una modalità che aiuta a raggiungere quella che Ferrari chiama “distanza psichica” (Op.cit. Ferrari, 1994, p.106) nei confronti dell’esperienza. È come se si guardasse da una finestra che divide il dentro e il fuori, consapevoli che anche quel dentro è un luogo a tratti estraneo e ignoto al suo abitante; una stanza in affitto condivisa con altri noi stessi non sempre conosciuti ma che, proiettati su un foglio, prendono consistenza e permettono la conoscenza. L’esplorazione della nostra vita può essere utile per aiutare a ritrovare l’unità del proprio Io, ma anche a permetterci di scoprirne la molteplicità. Nella vita ognuno interpreta diversi ruoli, alle volte piacevoli, altre volte no. Ognuno può essere stato Capitan Coraggio e il Re dei Pavidi, Generoso e Avaro e tante altre persone. Attraverso il viaggio della scrittura, in qualche modo sempre autobiografica, ci si può riappacificare anche con quelle parti che ci hanno fatto vestire abiti scomodi, ma che comunque ci appartenevano. Si possono elaborare i momenti di perdono e i sensi di colpa. La scrittura usata nella stanza di terapia permette di entrare in contatto con tutte le parti che in quel determinato momento sono in conflitto o, per lungo tempo, per i più disparati motivi, sono rimaste nascoste; parti che apparentemente non trovano una sana modalità di confronto e che “giocando” con la scrittura possiamo reintegrare. Ancor più nell’era digitale la parola orale da sola non sempre risulta sufficiente; si dicono tante parole senza conoscerne il significato, e anche quando ci raccontiamo non prestiamo troppa attenzione a conoscere espressioni che scegliamo per definirci. Usando la scrittura si rende reale qualsiasi vocabolo, il concetto di noi prende corpo e ci permette di osservarci quasi fossimo ad uno specchio, niente più alibi e nessuna negazione. In questo workshop è proposta una visualizzazione guidata che consenta una presa di contatto con alcune parti interne, in figura in quel momento, parti a cui affidare il ruolo di protagonista e antagonista, per poi rielaborarle in uno scritto che attraverso la sua parre sappia renderle reali e concrete. Essere consapevoli che quei personaggi sono parte di noi e che nella trama del racconto sono stati in grado o meno di arrivare ad un punto di contatto, permette di capire come ci muoviamo nel mondo e come, facendo interagire anche le parti più contrapposte, sia possibile creare un dialogo che possa far arrivare al lieto fine. In ogni storia che si rispetti, per arrivare ad una conclusione sono necessari sia il ruolo di protagonista che quello di antagonista ; lo scopo ultimo non è quello di farli diventare amici, ma per la riuscita della trama devono necessariamente allearsi; senza l’uno o l’altro la storia non esisterebbe, esattamente come accade nella nostra storia narrata attraverso la moltitudine di parti di cui parlavamo in precedenza. Spesso la reazione davanti a ciò che abbiamo scritto permette alle emozioni di manifestarsi e di farsi sentire con una intensità fortissima, e quelle emozioni saranno poi la chiave di accesso per un viaggio alla scoperta di un nuovo romanzo.

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